Casa vacanze nel Cilento Villa Canniclo

Cannicchio e dintorni

Il borgo di Cannicchio

“Cannicchio. Terrra in provincia di Principato di Citra, in Diocesi di Capaccio, distante dalla Marina di Acciaroli un miglio in circa, e 45 da Salerno. Ella vedesi edificata in una collina, ove respirasi assai buon’aria, e il suo territorio produce tutto il bisognevole alla popolazione…”

Casa vacanze Villa CannicloCosì viene descritta la località di Cannicchio nel Volume Terzo del Dizionario Geografico-Ragionato del Regno di Napoli di Lorenzo Giustiniani e sua Maestà Ferdinando IV Re della Due Sicilie. Era il 1797, ma le prime notizie sono contenute nel diploma del 994 oggi custodito presso la Badia di Cava, con il quale i Principi Giovanni II e Guaimario III di Salerno donaro al monastero di S. Magno la chiesa lungo la riva del mare di Sancti Primi de Canniclo. L’ambito territoriale di S. Magno era di particolare interesse, molto fertile, capace di ospitare colture differenti e comprendente un tratto di costa ricco di attracchi portuali. In questi vi era anche quello di San Primo dove i monaci cavensi amministravano il commercio dei prodotti agricoli in eccedenza delle proprietà monastiche.

Nel XIV secolo il nucleo di San Primo segue le sorti di tanti casali cilentani, provati dalla recessione demografica e dalle incursioni sicule della “Guerra del Vespro”, gli abitanti abbandonarono il porto per rifugiarsi nell’entroterra dando origine all’odierna Cannicchio.

Oggi il piccolo borgo medievale, situato alle pendici del monte Stella, è circondato da una fitta vegetazione della macchia Mediterranea. L’antico abitato si snoda lungo il crinale di una collina, gli edifici addossati l’uno all’altro con poche aperture all’esterno denotano il carattere difensivo del primo impianto. All’interno la via principale a gradonate, detta delle Petenghe, serve le abitazioni che vi si affacciano, che si susseguono in suggestive microarchitetture fatte di scale, torrini, piccoli giardini, antichi archi ed angoli nascosti.

Il cuore del borgo è la chiesa di San Martino, un piccolo slargo della via principale ne costituisce il sagrato, dove fin dal periodo dell’alto medioevo era consuetudine tenere le riunioni per gli abitanti del paese, presiedute secondo l’occasione dal notaio, dal giudice o dal sindaco. La chiesa insieme a due cappelle rurali, una a nord dedicata alla Madonna del Soccorso e una a sud dedicata a San Rocco, testimoniano la devozione ancestrale della gente di queste terre.

Il Comune di Pollica

Casa vacanze Villa Canniclo

Il comune di Pollica ricade nella parte del Cilento più antico. È compreso nella perimetrazione del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, costituito da ambienti costieri, montani e vallivi che si estendono su una superficie di circa 180.000 ettari a ridosso del Mar Tirreno, tra il golfo di Salerno e il golfo di Policastro. Attualmente è il maggior parco nazionale per estensione, dal 1997 è Riserva della Biosfera e dal 2010 è il primo parco nazionale a diventare Geoparco.
È il parco mediterraneo per eccellenza grazie alla tipologia naturalistica che lo contraddistingue e le vestigia di tutte le civiltà che si sono affacciate su questo mare, dal Paleolitico agli insediamenti di Paestum e Velia, dagli insediamenti medioevali fino al capolavoro barocco della Certosa di Padula.

Il territorio comunale è composto dal capoluogo Pollica e da una corona di frazioni, in parte situate sulla costa come Pioppi e Acciaroli e in parte sulle pendici del Monte Stella come Cannicchio, Celso e Galdo, ognuna delle quali si contraddistingue per valenze naturali e culturali proprie.

Divenuto uno dei soggiorni più ameni e preferiti d’Italia per il clima temperato, le bellezze naturali, il patrimonio storico, artistico e archeologico, dal 1987 ha avuto il riconoscimento della Bandiera Blu d’Europa e dal 2010 i borghi marinari di Pioppi e Acciaroli sono premiati con le Cinque Vele della Guida Blu di Legambiente e del Touring Club Italiano per le qualità ambientali acquisite attraverso un equilibrato processo di valorizzazione delle risorse paesaggistiche e naturalistiche coniugando un eccellente sevizio offerto al turismo.

Promuovere la cultura dell’ospitalità, salvaguardare e sviluppare le caratteristiche del territorio e del tessuto urbano nonché favorire l’educazione al gusto, sono solo alcuni dei principi della carta costitutiva del movimento culturale internazionale Cittaslow di cui il comune di Pollica è referente di collegamento con il Comitato di Coordinamento Internazionale.

Le città slow si impegnano a promuovere i valori di Slow Food, fondato nel 1986 da Carlo Petrini, per la difesa del tranquillo e lento piacere materiale contro la follia universale della fast life. Slow Food promuove il diritto al piacere della tavola, difende e divulga le tradizioni agricole ed enogastronomiche locali e se il cibo rappresenta un elemento fondamentale per definire la cultura di una popolazione, quella di Pollica può vantare di essere stata protagonista inconsapevole della nascita della Dieta Mediterranea, di recente inserita dall’Unesco nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
Tale riconoscimento consente di accreditare il meraviglioso ed equilibrato esempio di contaminazione naturale e culturale che è lo stile di vita Mediterraneo come eccellenza mondiale.

Photo gallery di Cannicchio & dintorni